Secondo le ultime stime, in Italia 4 persone su 1000 non sanno leggere e scrivere.
Se varchiamo i confini dello Stivale e guardiamo al mondo, la percentuale cresce in modo preoccupante: 17 ogni 100. Quasi 1 ogni 5, se la matematica non è un’opinione.
Soprattutto per dare impulso affinché venga messo un freno a questa disagevole situazione, dal lontano 1965 le Nazioni Unite hanno promosso la Giornata Mondiale dell’alfabetizzazione: «per promuovere – si legge - un diritto umano fondamentale e come strumento per il progresso sociale ed economico».
Lo sguardo è rivolto in modo particolare alle generazioni più giovani, al fine di creare quella cultura direttamente collegata all’apprendimento, ritenuta una delle principali leve di sviluppo sociale ed economico.
Saper leggere e scrivere è ritenuto quindi un momento di sviluppo personale che, a nostro modo di vedere, va visto anche come la “chiave” che apre la porta di una crescita della propria consapevolezza.
Lo pensiamo ogni volta che ci mettiamo attorno ad un tavolo per preparare quegli appuntamenti che rivolgiamo in modo particolare ai piccoli e ai giovani, ma che, sotto forme diverse, proponiamo a tutti.
L’opportunità di migliorare la qualità della propria vita non va negata a nessuno. È uno dei punti cardinali della nostra attività che consolidiamo ben lieti di poterlo fare.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: la qualità della nostra proposta. Siamo convinti che la scrittura e la lettura siano “cibo” per la nostra mente. Siano indispensabili compagni di viaggio nel percorso di crescita.
Ma è un traguardo che non possiamo raggiungere da soli. La crescita educativa e morale non può limitarsi a poche ore della giornata. È per questo che invitiamo i genitori a scegliere con cura i libri da leggere ai propri bimbi. Se l’obiettivo è comune, più facile sarà, per i piccoli, coltivare e consolidare certezze sulla forma e sui contenuti da dare alle proprie esistenze.
