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«È tutto così perfetto nella casa di Sai Baba»

«È tutto così perfetto nella casa di Sai Baba»

Lei nella casa di Sai Baba c’era già stata un anno fa, ed era tornata “avvolta” dalle emozioni e dalla nostalgia.

Di giorni ne sono passati un bel po’, quindi, eppure quando Macha ha rimesso piede in quegli stessi luoghi, le sensazioni vissute sulla pelle e nel cuore: «Sono ancora più difficili da descrivere. Seppur solo per pochi giorni, ho lasciato alle spalle un mondo frenetico, dove anche i motivi più futili portano alla polemica, al contrasto, al disagio. Arrivata a destinazione, mi sono bastati pochi passi, pochi sguardi per essere immersa dove è tutto perfetto: persone, animali, piante, luoghi: tutto è pervaso dalla bellezza, dalla pace, dall’amore. Ne parlo oggi col cuore arricchito da tutto ciò che ho vissuto – sottolinea Macha – e dove, inevitabilmente, trova posto anche la nostalgia».

Un anno dopo, che aspettative hanno accompagnato il viaggio?
«Nella mia prima esperienza in India, era forte il desiderio di non perdermi un secondo del mio viaggio. Adesso, sono tornata più consapevole della “ricchezza” che andavo cercando. Mi sono “immersa” in quella grande energia che ti raggiunge ogni dove: gli sguardi, i sorrisi, i gesti… Presi per mano dalla pace e accompagnati dal silenzio, puoi “toccare” l’energia. Puoi sentire quanto prezioso sia il dono che stai ricevendo. Si crea la consapevolezza di essere in un altro mondo, dove ogni persona, a prescindere dall’atteggiamento o dalla parola detta, è considerata un’anima da trattare con amorevole gentilezza».
È uno dei segni che Sai Baba c’è…

«Mi sono innamorata di una sua foto vista nel Mandir. In quell’immagine Sai Baba ha un’espressione unica, difficile da descrivere, che rimanda la mia mente a ciò che lui disse in merito alla semplicità d’animo con cui va affrontata la vita. Più passano i giorni e più mi rendo conto di quanta verità c’è in quelle parole. È facile seguire il percorso, perché Lui c’è. C’è sempre...»

Il passo più difficile è coniugare tutto ciò con la “nostra” quotidianità…
«Il mio impegno sarà proprio quello di non farmi “travolgere” da tutto ciò che mi circonda. L’esperienza vissuta, che è fuori da ogni comprensione, sarà il mio punto di riferimento. E poi – dice Macha - mi basterà varcare la soglia di Motus per rivivere sensazioni significative, incontrando persone il cui sguardo e le cui parole, mi ricorderanno, ogni secondo, di essere in una famiglia. Di far parte di un mondo che non potrò mai dimenticare».


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