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«Ho viaggiato nel mio cuore»

«Ho viaggiato nel mio cuore»

Lo scorrere del tempo è incessante.

Ma le emozioni vissute sono talmente intense che non può tramontare il sole di ogni giorno senza che, con la testa e con il cuore, ci si ritrovi in quei luoghi, pervasi dalla stessa, indimenticabile energia…
«Ho compiuto un viaggio nel mio cuore. Mi sono sentita come se avessi acceso una telecamera dentro di me, ed ogni immagine mi è apparsa nitida. Ho capito anche quanto siano forti la gratitudine e la devozione».
Christine ha camminato sul suolo dell’India per la prima volta nella sua vita: «Partendo senza pretese ma – aggiunge sorridendo lei che è solerte ed instancabile mamma di quattro figli – ben consapevole che avrei avviato tante di quelle lavatrici...».
È successo proprio così?
«Ho toccato punti, in questo viaggio introspettivo, che mai mi sarei immaginata. Il sentimento principale è stato quello di una fortissima emozione, spesso accompagnata dalle lacrime. Ma il mio cuore si è acceso, rendendo indimenticabile ogni singolo momento vissuto».
Quale l’immagine più nitida?
«La devozione e la gratitudine che si “toccano con mano”. Non immaginavo che semplici persone potessero avere sentimenti così intensi. Si entra in un’altra dimensione, che è poi la dimensione di chi vive gli insegnamenti di Sai Baba. C’è un fortissimo contrasto tra ciò che si respira in quei luoghi sacri e tutto ciò che sta attorno. Non mancano disagi, privazioni e povertà, ma è incredibile come le persone, avvicinandosi con animo sereno a quei luoghi sacri, riescano ad affrontare ogni cosa».
È il segno della presenza di Sai Baba…
«C’è un’energia che non si può descrivere. Ma aleggia dovunque. Un’energia forte, positiva, su frequenze alte e che avvolge ognuno in modo diverso, “toccando” punti che permettono al corpo di “risvegliarsi”…».
Com’è cambiata la quotidianità?
«La mia prima riflessione è che noi non abbiamo mai abbastanza gratitudine nei confronti di tutto ciò che ci sta attorno. Deve nascere dal nostro cuore, ogni giorno – consiglia Christine – il “grazie” a chi ci sta vicino, al nostro lavoro, al cibo che ci nutre. La gratitudine è diventata una parte essenziale del mio giorno. Non è un compito semplice perché non deve diventare la solita routine… Al contrario bisogna “allenarsi” tutti i giorni per dare il giusto valore a quei pochi minuti, a quel “Grazie” che non è solo un vocabolo. Ma è molto di più».
C’è però il confronto con questo mondo che non è quello conosciuto in India…
«Sono d’accordo, ma nessuno di noi deve pretendere di stravolgere il mondo. Ciascuno di noi, però, può accendere una piccola luce con la quale illuminare chi ci sta vicino, così che, piano piano, se ne accendano sempre di più».
Un viaggio da ripetere e da consigliare?
«Ci tornerei anche subito – dice senza la minima esitazione Christine – e lo consiglierei a chiunque. Consiglierei solamente di partire senza nessuna aspettativa. State pur certi che, una volta arrivati a destinazione, succederà qualcosa che farà aprire il nostro “bagaglio”. Il viaggio nei mio cuore è iniziato così».



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