Secondo la tradizione nel giorno del Vijaya Dashami, ovvero il decimo del Navaratri,
si celebra la vittoria della luce sulle tenebre. È il giorno in cui, scoccando le sue frecce infuocate, Rama riduce in cenere i tre demoni Ravana, Meghanada e Kumbhakarna.
Una più moderna “lettura” riconduce il Vijaya Dashami come il momento in cui ogni persona vince le proprie tendenze mentali, esalta le proprie qualità più nobili ed allontana il pericolo delle tenebre trasmutando le proprie debolezze in virtù.
Un bel passo in avanti verso il futuro, vien da dire, perché è quantomai opportuno tenersi lontano da un “modus vivendi” dove pensieri negativi sono il costante cibo della mente e dove vengono a mancare l'amore, il rispetto, la solidarietà e la condivisione.
Celebrare il Vijaya Dashami è un'occasione in più per coltivare il proprio dharma e allinersi con la propria evoluzione, può essere un passo iniziale verso la realizzazione del progresso spirituale. Dharma significa molto di più della semplice "rettitudine". Rappresenta un'intera gamma di dualità che coprono ogni aspetto e sfera dell'esistenza umana. È un potere protettivo e di sostegno che costituisce l'ultima "asta di misurazione" o standard per tutto ciò che pensiamo, diciamo e facciamo. Il Dharma è universale; non cambia con i tempi; è saldo e stabile, un eterno faro di luce per coloro che vacillano e dubitano nel loro arduo pellegrinaggio attraverso la vita.
Permettiamo quindi al “nostro” Rama di scagliare le frecce. Perché se lo vogliamo veramente è indubbio che arriveranno dritte al bersaglio.
E Luce sarà...
E Rettitudine sarà...
