Sembra quasi che il calendario sia messo lì appositamente per creare argomenti di riflessione.
Dalla “Festa della mamma” di ieri alla “Giornata internazionale della famiglia” di oggi, l’obiettivo non si sposta di molto, nel rendere ben nitida l’immagine.
Se ieri ci siamo trovati a disquisire sul ruolo della mamma, lo stesso possiamo fare su uno degli istituti educativi spesso nell’occhio del ciclone: la famiglia appunto.
Più che sulla composizione stessa della famiglia, tema che richiederebbe la stesura di un testo molto lungo, è giusto soffermarsi sul ruolo che deve, o dovrebbe, recitare nel suo insieme quel “gruppo di persone legate tra loro”. Cosa vuol dire, insomma, essere “famiglia”. È una domanda che ci poniamo spesso anche noi, perché se è vero che famiglia molto spesso fa il paio con ambiente domestico, è altrettanto vero che è possibile ricreare il clima che si respira in famiglia anche altrove. Quale clima? Come sempre, quando la matassa è difficile da sbrogliare, i Grandi e i Maestri ci vengono in aiuto. Master Choa ha sottolineato in poche, semplici ma efficaci parole che: «La vita familiare è uno dei modi più veloci per lo sviluppo spirituale. Inevitabilmente c'è attrito nelle relazioni. Sviluppi il sacrificio di sé, l'autocontrollo, la pazienza, la flessibilità e la tolleranza».
Concetti che appartengono alla quotidianità di chi crede nei valori che fanno grande una persona. Tutti noi sappiamo bene che “sentirsi” una persona con l’iniziale maiuscola non porta benefici solo a sé, ma anche chi ci sta attorno. Se ognuno di noi ci mette l’energia giusta, riceverà energia. Ed è probabilmente questo lo stato d’animo che, ogni giorno, bisogna “regalare” ai propri cari e a tutte quelle persone con le quali è gradevole e gratificante vivere nel “clima” giusto.
