«Mi mancano i sorrisi, gli occhi, quei modi gentili e amorevoli.
Mi manca quel divino silenzio che accompagnava le mie passeggiate».
C’è ancora tanta emozione nelle parole di Elena, quando ricorda i giorni trascorsi a Prasanthi Nilayam.
«Esperienza che è andata oltre ogni mia attesa. Esperienza che ha cambiato la musica della mia vita. In quei giorni ho finalmente “imparato l’amore”, quello vero, quello puro, quello che ti fa capire di essere realmente in contatto con una dimensione superiore».
Sensazioni che sarà difficile ripetere nella quotidianità…
«Mi impegno ogni mio giorno per mettere in pratica gli insegnamenti del Maestro anche in una realtà come la nostra che è frenetica e spesso lontana dalla spiritualità. Per molti, io sono andata in India per trascorrere una vacanza. Vorrei tanto che capissero quello che ho realmente provato».
Riesce a spiegarlo?
«Ogni parola, ogni gesto, ogni sorriso mi ha aperto il cuore. È come se avessi un cuore più grande per fare posto agli insegnamenti ricevuti. La mia quotidianità adesso parte da quegli insegnamenti. Ci vuole impegno, costanza ma è tutto più facile se al tuo fianco hai le straordinarie persone di Motus».
Siete andati nella casa di Sai Baba…
«Lui c’è. In ogni momento. In ogni cosa che ti sta attorno. Persone, piante, animali, avvolte in quel silenzio avvolgente che è difficile da descrivere, hanno una prospettiva diversa, divina. Sai Baba ti fa capire che non sei lì per caso. Lui ti guarda ogni momento. Sapere che ha chiamato proprio me, mi regala una immensa emozione».
Consiglierebbe questa esperienza? La rivivrà?
«Consiglierei questa esperienza soprattutto a coloro che non riescono a trovare se stessi. Il valore del silenzio e dell’amorevole gentilezza è inestimabile e prezioso. Se la rivivrò. A dire il vero – sorride Elena – ho già preparato il salvadanaio...».

